
Operazione di cambiamento di sesso gratuite. Paga il sistema sanitario nazionale. Succede in Brasile e genera non poche polemiche, ma il governo Lula non fa marcia indietro. E' l'applicazione di una decisione presa un anno fa, il decreto che regola la questione è stato pubblicato l'altro ieri nella gazzetta ufficiale brasiliana. Il cambiamento di sesso è riconosciuto quale diritto dell'individuo, secondo quanto ha stabilito una sentenza del 2007 accettata dal governo Lula nonostante le infinite pressioni esercitate da parte di vari gruppi religiosi.
La legge prevede che all'intervento potranno sottoporsi soltanto persone con più di 21 anni d'età e solo dopo aver seguito un percorso di analisi con psicologi vari (a carico delle strutture pubbliche della salute regionali e municipali) che dura approssimativamente due anni. Ciò significa che le prime operazioni avverranno dopo il 2010. Saranno gli psicologi della struttura pubblica ad autorizzare o meno l'intervento chirurgico che, sottolinea il ministero della salute brasiliano, non sono da tempo "interventi sperimentali" ma hanno avuto luce verde dal Consiglio federale di medicina che non le considera rischiose per i pazienti. Secondo dati del Consiglio federale, l'anno scorso in Brasile sono state fatte 300 operazioni di cambiamento di sesso, tutte in cliniche private e per un costo medio di 1700 euro ciascuna.
Il ministero della salute prevede che, una volta reso praticabile l'intervento nella struttura pubblica, a sollecitarlo saranno 10mila cittadini brasiliani.
Novità su fronte dei diritti civili arrivano anche da Buenos Aires, la prima città latinoamericana a riconoscere il matrimonio tra coppie omosessuali (Buenos Aires, non l'intera Argentina: solo la capitale). Il governo nazionale della neoperonista Cristina Kirchner ha deciso di riconoscere il diritto alla reversibilità della pensione alle coppie dello stesso sesso. Per ottenerla bisognerà dimostrare di aver convissuto per un periodo di almeno cinque anni o di aver avuto conti bancari contestati o proprietà in comune.
Il riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto, indipendentemente dalle scelte sessuali di ciascuno, è stato fatto a Buenos Aires nel 2003. Scelta analoga a Città del Messico, anche qui nella sola capitale federale, governata dalla sinistra, non nell'intero Paese (il governo messicano è in mano all'ultraconservatore presidente Felipe Calderon, molto vicino all'Opus dei). Anche l'Uruguay, governato dalla coalizione di centro-sinistra del Frente Amplio ha riconosciuto l'anno scorso i diritti civili delle coppie di fatto indipendentemente dall'orientamento sessuale di chi le compone.
Ang. Noc. (fonte: liberazione 21 agosto 2008)
